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Giochi, Baretta (Mef): “Siamo in fase applicativa del decreto siglato con enti locali, entro aprile concluderemo il percorso intrapreso. Ad ottobre vanno fatte gare scommesse e Bingo”


Giochi, Baretta (Mef): “Siamo in fase applicativa del decreto siglato con enti locali, entro aprile concluderemo il percorso intrapreso. Ad ottobre vanno fatte gare scommesse e Bingo”

“Per un periodo c’è stato un eccesso di offerta di gioco, seguito poi da tentativi proibizionistici. La verità è che questo tema è contraddittorio. L’obiettivo culturale del governo è riportare il gioco nella sua normalità, ovvero presenza ma senza eccessi. Serve approccio non proibizionista ma senza eccessi e ognuno deve fare la propria parte. Al secondo punto ci sono carenze di iniziative pubbliche in tema di creazione di una cultura del gioco. Spesso il fine nobile di allargare il gioco è stato controproducente”. Sono le parole del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta. “Le amministrazioni locali hanno seguito una linea di protezionismo sociale con l’utilizzo delle distanze come risposta al problema. La via più facile per affrontare un tema complesso. È sbagliato circoscrivere il gioco in quartieri a luci rosse del gioco. Bisogna agire sui numeri dell’offerta, noi abbiamo portato una riduzione del 35 per cento. Siamo in fase applicativa del decreto siglato con enti locali e entro aprile si concluderà il percorso intrapreso”.
“Mef e ministero della salute dovrebbero avere una cabina di regia comune. Il nostro accordo di settembre non è stato recepito dagli enti locali come primo passo di una normativa nazionale. Il caso Piemonte ha portato a un nomadismo del gioco dando allo stesso tempo spazio alla malavita. L’obiettivo è avere una regola omogenea di tipo nazionale. Infine, penso che che la filiera del gioco sia grande e si dovrebbe ridurre il numero almeno dei gestori”, ha proseguito Baretta. “Ho letto che per finanziare reddito cittadinanza si userà il gioco ma allora perché precedentemente si è detto di voler abolire il gioco? Si introduce ambiguità che invece noi abbiamo cercato di risolvere tra riduzione offerta e mantenimento del mercato. Serve cambiare sistema di tassazione passando al margine”, ha detto.
“Serve cultura di prevenzione di tipo sanitario. In sospeso c’è decreto attuazione accordo. Ma siamo in ritardo per colpa della regione Piemonte che riduce del 90 per cento la presenza delle slot. Contingentamento è pronto, serve emanarlo. Infine va completato decreto per gioco da remoto prima della fine della legislatura. È un nostro dovere morale. La forza della riforma è maggiore di quella dei detrattori. A ottobre vanno fatte gare bingo e scommesse. O si fanno o vanno deserte. Arriveremo un giorno a offrire scommesse politiche anche in Italia ma è un discorso a lungo termine ma a condizione che si affronti l’intero capitolo di riforma dei giochi. Guardiamo anche a riforma di casinò che sono un presidio di legalità. Lo Stato potrebbe contare su risorse private e ad aprire un domani case da gioco in luoghi strategici come località turistiche o termali”, ha concluso il sottosegretario Baretta cr/AGIMEG

Data di pubblicazione: 
Martedì, 23 Gennaio, 2018 - 15:44